Ladrocarota

Il buon senso è l’istinto del vero

Pitcairn e ritorno Maggio 6, 2008

Archiviato in: in viaggio col Mesti — ladrocarota @ 2:37 pm

Apro la rubrica con una destinazione mica da ridere,la destinazione è l’isola di Pitcairn.Mi sono sempre autoconvinto di riuscire sempre a trovare il sistema,la gabola ecc..per fare le cose o andare in un posto inventandomi o ricercando il metodo,e ora ci provo. Parliamo quindi di vacanze intelligenti e un po’ fuori dagli schemi comuni.

Ok qui ci vogliono due lire per andarci, ma io ”immagino”(sigh) danari freschi e tempo libero da spendere quindi scelgo di togliermi qualche pallino con destinazioni alternative.

Siamo quindi nell’oceano pacifico del sud nella polinesia francese, le Pitcairn island sono quattro: Ducie, Henderson, Oeno e Pitcairn che è l’unica abitata da circa nove famiglie , circa 50 persone.

Non è l’isola del famoso film con Marlon Brando “Gli ammutinati del Bounty” poiche’ quella è Tahiti, qui la storia è diversa.

Il famoso ammutinamento con il famigerato capitano Blight , avvenne nelle acque tongane mentre erano di ritorno in Inghilterra. Il capitano Christian Fletcher ex primo ufficiale in fuga con otto membri d’equipaggio e diciotto polinesiani sbarco’ a Pitcairn nel 1789 .

Questo avvenne parecchi mesi dopo l’ammutinamento , prima tentarono di colonizzare un’altra isola, Tubuai vicino a Tahiti ma ando’ male sembra.

Allora si nascosero a Pircairn , e appena dopo lo sbarco bruciarono la barca per evitare di essere scoperti.

La HMS Pandora torno’ a cercarli due anni dopo nel 1791 senza risultati, e solo nel 1808 furono scoperti da un peschereccio americano capitato per caso in quei mari , e da qui la storia fu nota al mondo.

Tutti gli abitanti sono discendenti dagli ammutinati del Bounty,  nel 1831furono tutti evaquati causa una grossa siccita’ per poi far ritorno dopo un anno. Successivamente nel 1856 i 193 furono di nuovo invitati a lasciare l’isola direzione Norfolk Island (Australia), da qui solo due famiglie ritornarono ancora a Pirtcairn e due anni dopo altre quattro.

Pitcairn

Ora raggiungere l’isola non è uno scherzo,non ci sono ovviamente aeroporti e l’approdo e abbastanza complicato e non esiste una linea ferry .Per prima cosa dobbiamo raggiungere via aerea Tahiti o Papeete dagli Stati Uniti o meglio dall’Australia, poi dopo appena 40 ore di volo e un giorno perso nel nulla ancora un voletto fino a Mangareva (Gambier Islands) un’altra isola della polinesia abbastanza vicina.

Ora si tratta di arrivare all’isola, e se non ho una barca mia l’unico modo è farsi accompagnare da una specie di tour operator dalla zona come la Ocean Voiages che offre tour di 2 settimane con visita all’isola sbrigando le formalita’ burocratiche. Certo che io il viaggio non lo immaginavo cosi, pensavo di arrivare tranquillamente per conto mio e fermarmi a mio piacimento,magari affittandomi una barca da Black Watch Boats per il passaggio, ma non è cosi’ semplice ,nel caso di sosta prolungata va fatta domanda al The Island Council of The Pitcairn Islands che ha sede ad Aukland .( http://www.government.pn/tourist.htm ). Il modulo di Application Form comprende 4 pagine di informazioni personali, del tipo: il nome di tua moglie da nubile, il tuo stipendio mensile,molto piu’ che un visto turistico.

Non ci sono alberghi ovviamente ma la famiglia Warren che sono ex balenieri ospita i rari turisti di passaggio per 70$NZ al giorno .

 Un’alternativa è la prigione del posto che normalmente è aperta al pubblico e adibita come pensione, purtroppo ho saputo che fino a fine 2008 è occupata da un detenuto colpevole sembra di atti osceni in luogo pubblico.